La nuova collezione Asinara de La Corallina si colloca in uno spazio estetico molto particolare: quello in cui la...
La nuova collezione Asinara
La nuova collezione Asinara de La Corallina si colloca in uno spazio estetico molto particolare: quello in cui la tradizione decorativa mediterranea incontra un linguaggio contemporaneo fatto di sintesi grafica, ironia visiva e leggerezza concettuale.
Più che una vera citazione della pop art, qui si può parlare di una suggestione pop nel senso più colto del termine: la capacità di trasformare elementi quotidiani, animali e pattern ornamentali in immagini immediatamente riconoscibili e iconiche, senza perdere il legame con il territorio e con la memoria artigianale italiana.
Parlando con Simona, collaboratrice per i concept della collezione, emerge chiaramente come il progetto nasca non da una semplice idea decorativa ma da una riflessione sul Mediterraneo come spazio visivo, emotivo e culturale.
La collezione sembra oscillare tra grafica contemporanea e memoria mediterranea. Come nasce questo equilibrio?
“Ci interessava lavorare su immagini molto pulite, immediate, leggere, senza perdere il rapporto con una tradizione visiva italiana molto forte.
I pattern geometrici richiamano la ceramica, la maiolica, certe superfici domestiche del Mediterraneo, mentre gli animali introducono una presenza ironica e narrativa.
L’equilibrio nasce proprio da lì: dalla convivenza tra rigore grafico e calore artigianale.”
Gli animali sembrano dei personaggi. C’è una precisa volontà narrativa dietro queste scelte?
“Sì, perché non volevamo immagini naturalistiche o illustrative in senso classico.
Ogni animale ha una specie di carattere implicito: l’asino più ironico, il lama elegante, la capra più frontale, lo struzzo spaesato.
Ci piaceva l’idea che l’osservatore potesse creare una relazione con queste figure.
In questo senso c’è anche un’eco pop: prendere elementi semplici e renderli immediatamente riconoscibili, senza trasformarli in puro oggetto seriale.
I fondi geometrici hanno qualcosa di estremamente contemporaneo ma anche molto tradizionale. Quanto conta il design italiano nel progetto?
“Moltissimo. Ci interessava una grafica essenziale ma non fredda. Oggi molte immagini digitali sono perfette ma completamente senza materia. Noi invece volevamo mantenere una sensazione tattile. Anche la geometria dei fondi nasce da questo: sembra contemporanea, ma porta dentro una memoria mediterranea fatta di mosaici, piastrelle, decorazione architettonica.”
Nella collezione c’è una ricerca di leggerezza intelligente, mai caricata o eccessiva. È una scelta consapevole?
“Assolutamente. Volevamo evitare sia il lusso ostentato sia l’ironia troppo esplicita. Ci interessava qualcosa di elegante ma anche ludico, capace di essere raffinato senza diventare rigido.
Gli animali aiutano molto in questo equilibrio: introducono umanità, ironia, persino tenerezza, senza trasformare tutto in una semplice operazione decorativa.”
Il Mediterraneo che emerge da questa collezione è molto diverso dall’immaginario turistico tradizionale.
“Sì, perché per noi il Mediterraneo non è cartolina o nostalgia. È luce, geometria, vento, silenzio, materia. Anche l’Asinara viene letta così: non come semplice luogo geografico ma come paesaggio mentale. Volevamo che la collezione mantenesse qualcosa di essenziale e sospeso, pur restando accessibile e vitale.”
GUARDA LA COLLEZIONE:
https://shortlink.uk/1rbvo
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