Latest posts

Intervista a Lorenzo Lambardi product e store manager de La Corallina.

Negli ultimi dieci anni La Corallina si è affermata come un marchio emergente nel mondo dell’Home Decor. Qual è stato il percorso che vi ha portati fin qui?

In meno di un decennio siamo riusciti con La Corallina a costruire una propria identità riconoscibile, soprattutto nel segmento dei sottopiatti e dei paralumi, che restano ancora oggi il nostro prodotto storico. Il percorso è stato graduale ma molto coerente: siamo partiti da una visione precisa, da un’idea di stile forte, e abbiamo lavorato con continuità perché quel linguaggio diventasse leggibile, credibile e distintivo. Oggi, accanto alle linee più iconiche, stiamo sviluppando con grande soddisfazione nuove categorie di prodotto, come i cuscini e i portalampade, che stanno ricevendo riscontri molto positivi.

Alla base del progetto c’è un’ispirazione molto chiara allo stile d’antan. In che modo lo avete reinterpretato in chiave contemporanea?

L’azienda nasce proprio dal desiderio di ripensare lo stile d’antan, non in modo nostalgico, ma come patrimonio visivo da tradurre in una sensibilità attuale. Ci interessano le forme, i ritmi decorativi, la cultura dell’oggetto domestico di una volta, ma filtrati attraverso una pulizia formale e una leggerezza contemporanea. L’obiettivo non è riprodurre il passato, bensì farlo dialogare con il presente, mantenendo una forte attenzione al dettaglio e alla qualità delle lavorazioni.

Vedendo la bellezza di certi disegni secondo te possiamo parlare di La Corallina come di un progetto più “editoriale” che puramente di design. È una definizione che vi rappresenta?

Sì, molto. L’approccio iniziale è stato più editoriale che da designer in senso stretto, nel significato più nobile del termine. Prima ancora di pensare al prodotto, ci siamo concentrati sulla costruzione di un immaginario, di un racconto coerente fatto di atmosfere, riferimenti culturali, materiali, accostamenti cromatici. Il lavoro di stile è sempre stato il nostro punto di partenza: una sorta di narrazione visiva continua, che poi si è tradotta naturalmente negli oggetti.

Parallelamente, però, la crescita commerciale e logistica è stata molto rapida, con l’apertura di più punti vendita. Come avete gestito questa fase di sviluppo?

Dopo la definizione del linguaggio stilistico, la parte commerciale e logistica è cresciuta con grande velocità. La Corallina oggi conta più punti vendita e una struttura molto più articolata rispetto agli inizi. È stata una crescita importante, ma sempre accompagnata da una forte attenzione all’organizzazione interna, ai flussi e alla coerenza dell’offerta. Non volevamo che l’espansione mettesse in ombra l’identità del progetto: al contrario, l’obiettivo è stato rendere la struttura capace di sostenere lo stile, non di snaturarlo.

Guardando al futuro, quali sono le principali sfide che vi attendono?

La "sfida" rimane importante, ma il nostro approccio è molto chiaro: non abbiamo fretta di crescere, abbiamo piuttosto il desiderio di fare ogni passo con attenzione. Abbiamo imparato che, paradossalmente, più restiamo rigorosi e non forziamo i tempi, più la crescita diventa solida e, nel medio termine, anche più rapida. Nessuna scorciatoia.Le prossime sfide riguarderanno soprattutto una maggiore presenza negli store italiani e, allo stesso tempo, uno sviluppo più sistematico sui mercati esteri, che stanno rispondendo con grande interesse e ci stanno dando segnali molto incoraggianti.

Posted in: Default category

Leave a comment

Loading...